venerdì 18 dicembre 2015

"The leftovers. Svaniti nel nulla", Tom Perrotta - Delle scelte e del senso di appartenenza...

Fonte:Wikipedia

Mi sono accorta di quanto mi sia mancato Perrotta dal fatto che ci ho messo tre giorni dall'inizio alla fine e dal fatto che l'ho chiuso anche con un certo dispiacere tanto che sono andata a cercare l'unico libro, tradotto in italiano che avevo, ma non ho ancora letto, ovvero "Intrigo scolastico" che credo che non attenderà molto di essere completato. Come dicevo su Goodreads, se state cercando un libro con un finale certo, deciso e definitivo, qui, non lo troverete. Non è da Perrotta mettere un punto alla storia perché non è quello che gli interessa mentre la scrive. Lui è uno che la realtà la manipola per frammentarla, destrutturarla e ridurla ai minimi termini per poterci guardare dentro perché è lì, dietro le tendine di case tutte ordinate e messe a posto o nelle scuole con lunghi corridoi e fila altrettanto lunghe di armadietti, nelle riunioni comunali, nelle chiese e nei parchi e nelle chiacchiere e negli sguardi delle madri e dei padri, che si nasconde il vero mistero delle storie. Ma una storia che su nutre della più piccola particella che lo compone e che lo rappresenta non ha bisogno per forza di un finale o di una morale, perché questo significherebbe "giudicare". L'autore non narra storie per giudicare o indicare un comportamento sbagliato ma per osservare i comportamenti e sollevare la riflessione; anche il lettore non può giudicare quale finale sia migliore o più giusto, ma solo quello che più gli aggrada (che però non è detto sia il più giusto). In un mondo che pensa di poter definire qualsiasi cosa  come bianca o nera, autori come Perrotta sono veri tesori soprattutto quando sanno centrare il punto senza inutili giri di parole.

Per chi, come me, non conosca l'esistenza di una serie televisiva - eh lo so, lo so, ma a me la tv annoia, che cosa devo farci? - riassumo il contenuto di parte del libro. Il 14 ottobre di un anno non specificato avvengono una serie di sparizioni. Nessuna cosa eclatante tipo gente che viene rapita sotto gli occhi di tutti. Persone che un secondo prima, magari, ti erano accanto il secondo dopo sono come "evaporate" senza alcuno motivo o segnale. Siamo a Mapleton, tre anni dopo e ancora nessuno ha una risposta definitiva su quello che è successo, ma ancora si devono gestire gli effetti dei rapimenti di tre anni prima. In parte quelli dei sopravvissuti - chi ha perso i figli, chi i genitori, qualcuno gli amici -; non è facile incontrarsi e parlare in libertà, perché anche il più piccolo riferimento ad un parente o ad un amico potrebbe ferire qualcuno che lo ha perso per sempre. Ed è in una situazione così pesante che nascono tutta una serie di gruppi, para-religiosi o sette che dir si voglia, che impattano ulteriormente su questo clima invivibile e che molti vorrebbero superare: ci sono i "colpevoli sopravvissuti", la setta del silenzio chiamiamola così. Poi ci sono simil santoni, le religioni già in essere prima del rapimento che si rifanno alle scritture e chi più ne ha più ne metta. A Mapleton si è scelto un nuovo sindaco che, apprezzato da molti, si spera che riesca a dare un nuovo volto a questa cittadina di provincia. Kevin, il prescelto, è stato anche lui colpito dalle conseguenze dei rapimenti, quando la moglie ha deciso di unirsi ai colpevoli sopravvissuti senza un'apparente ragione logica. Il figlio Tom si è lasciato affascinare da un santone che dice di avere il potere di salvare il mondo e così Kevin ha perso anche suo figlio rimanendo solo con Jill, la figlia con la quale non ha mai avuto grandi rapporti, con la quale deve cercare di trovare una via di comunicazione che manca ad entrambi.

Qui c'è tutto quello che dovete sapere per capire di che si parla. In aggiunta a questo possiamo aggiungere che questo libro è stato pubblicato per la prima volta il 30 Agosto 2011, a quasi dieci anni da quello che è l'evento che ha sconvolto tutti: l'11 Settembre 2001. Tom Perrotta inserisce il rifermento ad un certo punto e le evidenze si moltiplicano e diventano più chiare. Svaniti nel nulla. Anche molte delle vittime di quell'evento non sono state tutte ritrovate, e in fondo, non essendoci un corpo da seppellire è come fossero davvero svaniti nel nulla. Non torneranno, sono persi in una coltre fitta di polvere e macerie. L'occhio dell'autore prende spunto dalla creazione di un panorama apocalittico, circondato da quell'aria irrespirabile e che non da adito a speranze, per tirare fuori quello che invece noi ancora oggi viviamo: la gestione del ricordo dei sopravvissuti. Tema che svolto con estrema diligenza: si concede a tutti una possibilità, laici o no, di avere un gruppo cui unirsi. L'evento scatena la necessità di unione. Ma le dinamiche che interessano all'autore non sono solo il gruppo, bensì l'adattamento allo stesso e non è detto che questo sia un gruppo diverso da quello di partenza - come succede a Kevin e Jill che già appartengono al loro gruppo della loro famiglia-. Le dinamiche cambiano e non sempre in funzione dell'evento scatenante ma anche perché, se quest'ultimo non ti ha toccato direttamente, l'ambiente circostante crea le condizioni per le quali comunque tu appartieni al gruppo dei sopravvissuti all'evento stesso. E anche i i singoli raggruppamenti, più o meno grandi appartengono a gruppi maggiori che li contengono, per caratteristiche simili come la religione, lo stato di provenienza, il continente e via dicendo. 

Gli americani hanno tutto, più grande, più organizzato, si sentono uniti davanti ad una bandiera, cantano l'inno nazionale ad ogni occasione con fare convinto, sanno riunirsi, confidano l'arte oratoria e nelle udienze per farsi sentire e per sentirsi partecipi a un progetto più grande, che governa le loro vite. Ma sono come topi di laboratorio in gabbia. Qualora avvenga qualcosa nella gabbia che colpisca anche uno di loro, le loro reazioni diventano irrazionali, l'unione non fa più la forza o, per farla, ha bisogno di una nuova nomenclatura, di nuovi collegamenti e di gruppi con obiettivi diversi. È qui che il singolo da il suo meglio perché l'obiettivo non è cambiare ma, stando alle evidenze, avere l'impressione di aver ricominciato. Nuovo gruppo, nuove regole, nuovi obiettivi diventano sinonimo di una vita nuova. C'è chi rimane solo e deve gestire la sua non appartenenza e decidere se tale deve rimanere o sia meglio uniformarsi ad altri e chi invece si inventa un nuovo in inizio in quello che gli è rimasto.
Perrotta con magistrale intelligenza riunisce molte delle possibili risposte all'evento catastrofico che possono venire dai singoli, guardandoli dall'alto come fa lo studioso attraverso i vetri della gabbia di laboratorio. Non incide sulle loro decisioni, si limita a raccontarle e a seguirle come fa uno qualunque dei suoi lettori.  

Non c'è una scelta giusta o una via di uscita sicura, ci sono solo scelte, più o meno impattanti sulla vita del singolo e di quelle di coloro che lo circondavano prima. Cosa vi rimarrà di questo libro? L'esperienza. La riflessione senza giudizio porta all'esperienza, porta a scoprirsi persone che comprendono una scelta più delle altre indipendentemente dalla situazione che l'ha generata e la selezione dell'atteggiamento sarà solo e soltanto esperienza.
Mai come oggi è stato più attuale, dopo i fatti recenti di Parigi, ma lo è anche nella normalità di tutti i giorni, quando il rapimento si ripropone dietro le spoglie della morte naturale. Ogni volta che viene a mancare qualcuno ai propri affetti avviene un rapimento. Ogni morte arriva troppo presto, o inaspettatamente e a volte immotivata e la gestione del ricordo e della riorganizzazione della vita che deve gestire questo vuoto è una cosa che tocca tutti. Quindi metaforicamente possiamo rapportare le scelte dei protagonisti di questa storia anche a questo. E, forse per questo motivo, sono un po' indecisa se andarmi a cercare la serie televisiva che è stata tratta da questo libro ma capisco perché, a quanto mi dicono, ha avuto un gran successo: empatia, riconoscimento nel dolore, affinità. Ma altresì, per questo, ricordo a chi si avvicina a questo libro, dopo aver visto la serie, di tenere a mente la differenza del mezzo. Il Perrotta dell'HBO non sarà mai quello dei suoi libri, perché la regola televisiva difficilmente lascia finali aperti che poi non nicchino ad una futura prosecuzione. Quindi è quasi certo che l'effetto che avrà questo libro sarà molto probabilmente diverso dalla serie tv.

Libro veramente bello, godibile, interessante e scorrevole. Probabilmente è anche che si tratta di uno dei miei autori preferiti, ma anche questa volta non ha deluso le aspettative già alte quando l'ho comprato alla Fiera della piccola e media editoria a Roma.
Buone letture,
Simona Scravaglieri

The LeftOvers. Svaniti nel nulla. 
Tom Perrotta
E/O Edizioni, Ed. 2015 (Prec. 2012)
Traduzione di C. De Caro
Collana "Tascabili E/O"
Prezzo 12,00€


Fonte: LettureSconclusionate

2 commenti:

  1. Ciao, sono Baba e anch'io faccio parte del club NonSoCosaSiaUnaSerie. Come ti dissi, non so neanche chi sia Perrotta. E con questo, sono 10001 libri da dovermi prestare...

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    Risposte
    1. 10004, di Perrotta ho tutto il tradotto in italiano:
      L'insegnante di astinenza sessuale, Bravi bambini, intrigo scolastico e questo :D
      Oh. ben trovata sorella di club!

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