venerdì 18 maggio 2018

Un viaggio di libri nel #PatrimonioEuropa #BlogNotesMaggio


Fonte Google Maps

Immagina di avere un biglietto aperto che ti garantisca di andare dove vuoi e pernottare come vuoi in massimo due settimane... cosa faresti? Io intanto preparerei dei libri e poi...

Se dovessi passare per Parigi, prendi "Un incontro casuale" di Rachel Cohen (Adelphi Edizioni) e passa da Le Bateau Lavoir. È da quella piazzetta che sono nati i movimenti culturali, pittorici, scultorei e anche letterari del '900 europeo. Dietro quel portone scuro e quelle porte di ferro bianche, che nascondono il disastro del fuoco, nell'ex fabbrica, adattata "casa dell'artista" con tanti studio affittati a squattrinati in cerca di fortuna, ne sono passati tanti, ma per il resoconto che facciamo oggi, te ne cito solo qualcuno che forse conoscerai: Gertrude Stein che lì conobbe quello che avrebbe foraggiato e aiutato e che allora era a Parigi da pochissimo: Pablo Picasso. Calpestarono quelle tavole non molto ben tenute anche Apolliaire e tanti altri. Potresti anche sentirlo, se ti concentri un po', mentre confabula con Picasso allarmato perché le statuette africane che hanno comprato forse sono rubate, oppure quando insiste per portarselo dietro a qualche spettacolo del tempo. Seguendo un ideale percorso scendi da Montmartre e, poco più in giù, a ridosso della Senna cerca Rue de L'Odèon. Portati dietro Shakespeare&Company di Sylvia Beach (Sylvestre Bonnard Editore) e  "Rue de l'Odèon. La libreria che ha fatto il novecento" di Adrienne Monnier (DuePunti Edizioni) se ti fermerai al numero 8 e al numero 12 potrai sentire la voce squillante di Apollinaire che scuote, con i suoi versi, la platea di aspiranti scrittori, o anche Picabia che legge le sue storie al numero 8 nella libreria La maison des amis des livres e, sbirciando nella vetrina del numero 12 , anche se oggi credo ci sia un ristorante, se fai attenzione tendendo l'orecchio sentirai il fruscio del giornale che Hemnigway leggeva nell'originale Shakespeare&Company o vedersi materializzare Joyce che si giustifica con la Beach, la sua editrice, spiegando perché la revisione dell'Ulisse di un particolare capitolo non si sia ridotta in termini di pagine ma anzi sia quasi raddoppiata. Se senti un bisbiglio di un altro genere potrebbe essere Sherwood Anderson (Winnesburg, Ohio Baldini e Castoldi editore) che sta indicando la Stein alla Beach pregando Sylvia di presentargliela visto che è un suo ammiratore.  Ricordati di portare un fiore a Rue de Fleus 16 e di portarti anche dietro "Autobiografia di Alice Toklas" di Gertrude Stein (Einaudi), Alice fu la compagna di vita e sostenitrice della Stein, quando vissero insieme lì, e tutti i giovedì ospitavano attori e pittori e chiunque si occupasse di cultura. Ricorda che lì per la prima volta fu esposto il primo quadro venduto da Picasso, una ragazza con il cestino, e potresti sentire la conversazione fra lui e Gertrude. Senti? Lei sta dicendo a lui che il quadro è bello ma la ragazza ha brutti piedi!

Prima di cambiare città assicurati di aver conosciuto qualcuno e di avere il suo indirizzo. Così quando ti scriverà che non sta poi troppo bene, magari per un raffreddore, facendo appello alle lettere di Jacques Vaché  (Lettere di guerra. A André Breton e ad altri surrealisti, :duepunti edizioni), potrai rispondergli come un vero Surrealista "Ciao, sono contento di sapere che stai male..." mentre gli racconti che hai visto. Magari sei stato a Praga "sulle tracce di Kafka" con il professor Kepesh (Il professore di Desiderio, Philp Roth - Einaudi) che passerà la metà del tempo a raccontarti delle sue amanti e della difficoltà che ha avuto per decidere con chi passare la sua vita. E in un parallelo decisamente pericoloso ti parlerà a latere anche di Kafka e ti porterà nei quartieri dove ha vissuto e ti farà parlare con un vecchio rivoluzionario. Ma il sesso per lui è un pallino fisso, perché come uomo contemporaneo si scontra con questa annosa verità: da quando la libertà sessuale ha avuto la meglio sul perbenismo e sulla disapprovazione dei facili costumi è difficile rapportarsi con il mondo e capire chi si è. Se poi passi prima per Vienna ricordati di salutare Ernest Lothar che ti porterà a vedere i palazzi e uno in particolare dove ha ambientato "La melodia di Vienna" (E/O Edizioni) è un palazzo signorile con le finestre probabilmente incorniciate con modanature liberty, al suo interno ci sono tre grandi piani. Ti capiterà di vedere attraverso le sue finestre lo scorrere delle stagioni, di vedere gente tutta vestita con costumi dell'epoca, abiti lunghi, pellicce e tante perle, che escono alla sera per andare alle serate e se ascolti bene sentirai suonare anche un piano alla mattina. Sentirai il dolore della morte ma anche gli urletti gioiosi dei bimbi accompagnati dalle babysitter. E se fissi ancora per un po' sentirai arrivare il rombo delle macchine e i passi cadenzati della parata dell'arrivo dei tedeschi e lo scalpiccio degli ebrei che tentano di mettersi in salvo. Ma se i passi non sono cadenzati ma corti e frettolosi e tu non sei passato per Praga tornando da Parigi, allora è un omino quello che ti segue. Cammina con una cartella piena di fogli ed è un tipografo parigino ed è proprio in quel momento che, per sapere quale sia il mistero che lo avvolge mentre è lì e tira dritto oltre te, saprai che quella storia non è da qui che inizia ma da  Desdra e per svelarla avrai bisogno di Alfonso Cruz e del suo libro "La bambola di Kokoshka"  (La nuova Frontiera). Sarà un'indagine a tratti surreale a tratti misteriosa, ma alla fine sono certa che arriverai a chiudere il "cerchio" o a trovare la bambola....chi lo sa?

Ma non ti attardare perché poi devi trovarti a Berlino. Devi accogliere il rientro di una donna che ha parlato al mondo con colta prosa, di libri ne ha scritti tanti, ma qui mi piace ricordare una grande lezione che ha appreso e che ci ha lasciato in eredità: l'importanza della comprensione e del perdono. Lo ha fatto in un viaggio corposo di circa 500 pagine, vado a memoria, che si chiama "La città degli angeli" (Edizioni E/O) e lei invece si chiamava Christa Wolf. Cercherai di capire fino a pagina 200, poi ti farà uno scherzaccio virando da un'altra parte e finirà con lo sfinirti. Ma è qui il bello, quando ti metterai seduto, dopo qualche tempo, a riflettere e a tirare le somme di quello che hai letto, il quadro si schiarirà e improvvisamente tutto il puzzle comincerà ad essere definito. Sarai capace di perdonare il delatore? Solo con il cappotto giusto si può fare... Anche se lei è a Los Angeles in quel libro,  per buona del tempo ti parlerà di Berlino e della stasi. A Berlino è necessario portarsi anche "C'era una volta la DDR..." di Anna Funder (Feltrinelli). Con lei farai il giro nelle case di Berlino Est, affronterai storie terribili che però ti faranno apprezzare la libertà. Ricordati di non farti notare troppo e di rispettare il coprifuoco, di non guardare troppo fisso le persone e ricorda che se ti si ricordano per cose particolari che hai ti denunceranno per non essere catturati essi stessi dalla Stasi.

Ma non senti caldo? Eh lo so che Berlino sta su, ma è anche vero che l'estate è alle porte e allora via, verso mete più fresche, facendo l'occhiolino dall'alto a Londra e alla sua nutrita schiera di autori, che si sentono un po' traditi andiamo a Belfast e ripercorriamo le strade della città nelle lotte per l'autonomia irlandese... Ti sembrerà un romanzo qualsivoglia, a tratti strano, poi una storia piacevole fino in quel punto un cui il cuore avrà un sobbalzo. La vita cambierà attorno a te e pure quel fischio dell'operaio alla ragazzetta che passa lì davanti non avrà lo stesso sapore di disturbo e spensieratezza di ieri. Non potrai non ricordare le descrizioni di Eureka Street, di  Robert McLiam Wilson (Fazi Editore) perché lui ti entra dentro dalla seconda pagina seducendoti e difficilmente riuscirai poi a starne senza! Ma tranquillo, la sofferenza è finita già, perché proprio da qualche giorno, dopo cinque anni, è di nuovo in libreria "Ripley Bogle" (Fazi Editore). Se poi vogliamo spezzare la linea della malinconia, basta salire un poco più su verso l'Islanda. Ti svelo un segreto, se ami Marco Marsullo, sappi che questo è stato uno dei suoi libri preferiti e si chiama "Toxic. Come smettere di ammazzare e imparare a lavare i piatti" e l'autore è Hallagrímur Hegason (ISBN) ed è un libro dannatamente divertente. Un sicario in fuga da New York finisce con la sua pistola su un volo per l'Islanda, dove armi non ce ne sono e nemmeno sono gradite, per non essere preso. Peccato che lui sappia solo fare quello che fa e quindi per non dar nell'occhio nella comunità, che lo ha scambiato per altro, si deve reinventare.

Questo viaggio è stato offerto da #BlogNotesMaggio e io potrei continuare per ore ma poi moriresti di inedia prima di arrivare alla fine. Sappia solo che quest'anno ricorre l'anno della tutela e valorizzazione del Patrimonio Europeo volta a coinvolgere i cittadini perché apprezzino quello che li circonda. Nel mio caso il viaggio è decisamente al di fuori dei confini, ma succede spesso a chi come me legge tanti libri diversi. Ma hai mai provato, a memoria, a pensare a quanti posti hai visitato ricordando i libri letti? Nel mio caso è uscito tutto questo sproloquio da cui ho omesso la sezione italiana che sarebbe stata decisamente folta, magari la teniamo per un'altra occasione.
Buone letture,
Simona Scravaglieri

Vi ricordo il calendario degli altri interventi della settimana:



Martedì Nereia Librangoloacuto

Mercoledì Angela/Simona LettureSconclusionate

Giovedì mattina Francesca Gli Amabili Libri

Giovedì pomeriggio da Erica La leggivendola

Venerdì alle 10:00 saremo da Angela Cannucciari

Venerdì alle 13:00 da Francesca Gli amabili libri

Venerdì alle 15:00 qui a LettureSconclusionate

Sabato mattina sul canale di Selvaggia

Sabato pomeriggio da Valentina La biblioteca di Babele

Domenica pomeriggio da Giada di Dada who?

Vi invito a seguire sui social tutti i blog e i canali per rimanere aggiornati e in aggiunta vi segnalo anche il blog di #blognotes libri, il Tè tostato di Laura Ganzetti Maria Di Cuonzo, Andrea di Un antidoto contro la solitudine e Diana di Non riesco a saziarmi di libri e Paola Sabatini


mercoledì 16 maggio 2018

[Dal libro che sto leggendo] Cometa #BlogNotesMaggio

Fonte: Neo. Edizioni

Cometa è proprio un libro nuovo nuovo ed è uno di quei lavori che raccolgono al loro interno tutta una serie di influenze provenienti degli anni 80-90 del '900 e che riescono a reinserirle all'interno di un testo con la stessa forza di quelle immagini con i colori forti che quasi riesci a toccare i capelli cotonati di quei tempi, le finte spalline e a sentire i motorini modificati.
Ha anche una strana magia, ti regala quel senso del proibito che dava a noi ragazzini il poter leggere "Porci con le ali" e al contempo è un po' come riguardare l'album dei ricordi di tempi passati.

Non ho una vita complessa e un po' dannata come il protagonista di questa storia, ma sono cosciente di averla vissuta come una spettatrice. I miei genitori, almeno mio padre era grande quando io sono nata, ma molti dei miei amici e coetanei dell'epoca erano figli di genitori giovani che si trovavano in quel momento "di mezzo" in cui la frattura con l'idea della "famiglia tradizionale" si andava ingigantendo anche se non si era preparati sul come questo cambiamento sarebbe dovuto avvenire. Si era in cerca di un nuovo rapporto con i figli, diverso da quello che si rifiutava e combatteva alla fine degli anni sessanta-settanta. E anche noi figli non avevamo ben presente cosa dovevamo combattere della generazione precedente. Da un lato il progresso tecnologico, dall'altro i media che guadagnavano il posto alle nostre tavole e sui nostri divani alla sera e infine l'arrivo di influenze e mode provenienti dall'estero. Tutto questo ci travolgeva tutti, figlie e genitori con il risultato che le nostre vite sono come quelle immagini, forti a volte fastidiosamente sgranate a volte inutilmente puntate su particolari insignificanti ma che, all'epoca ci sembravano importantissimi.
Quindi, quando aprirete questo libro ricordatevi di questa dicotomia generazionale perché è rappresentativa del tono e delle immagini rappresentate.

Difficilmente riuscirete a rimanere indifferenti a questa storia perché diverrà anche un po' vostra e io ne sono rimasta davvero affascinata proseguendo di pagina in pagina. E' davvero una chicca che proprio non mi aspettavo e che sono contenta di riuscire a riportare anche in questa rubrica, con l'aiuto di Angela e Giovanni Cannucciari che davvero hanno dato il massimo. Abbiamo scelto di leggere un brano e non il primo capitolo proprio per regalare questo scorcio di cui vi parlavo. Il vecchio del nonno, e il nuovo del nipote si incontrano. Il vecchio suggerisce, impone e spesso sollecita in maniera continua e forse un po' molesta. Il giovane decide di percorrere il percorso che molti di noi hanno fatto, annuire assertivamente per poi fare sostanzialmente quello che volevamo noi. Assolutamente imperdibile!
Sotto il calendario e i dati del libro.
Buon ascolto e buone letture,
Simona Scravaglieri



Il pezzo è tratto da:

Cometa
Gregorio Magini
Neo. Edizioni, ed. 2018
Collana "Iena"
Prezzo 15,00€

Ecco il calendario di questa settimana di #BlogNotesMaggio per il #MaggioDeiLibri

Martedì Nereia Librangoloacuto
Mercoledì Angela/Simona LettureSconclusionate
Giovedì mattina Francesca Gli Amabili Libri
Giovedì pomeriggio 
da Erica La leggivendola
Venerdì alle 10:00 saremo da Angela Cannucciari
Venerdì alle 13:00 da Francesca Gli amabili libri
Venerdì alle 15:00 qui a LettureSconclusionate
Sabato mattina sul canale di Selvaggia
Sabato pomeriggio 
da Valentina La biblioteca di Babele
Domenica pomeriggio da Giada di Dada who?
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mercoledì 9 maggio 2018

[Dal libro che sto leggendo] Lo scemo di guerra e l'eroe di cartone #BlogNotesMaggio

Fonte: LettureSconclusionate


Oggi, giornata bigia e grigia a Roma – quelle classiche giornate in cui leggere è davvero un piacere!-, parliamo di un libro davvero spassoso da leggere. Il punto è che non è un libro leggero e leggiadro, ma è scritto come se lo fosse. Così nel paradosso costante che aleggia nella Sicilia dell’ultima guerra ci troviamo catapultati in un paese inventato con un’ottima ricostruzione del periodo storico reale. Un posto semplice popolato di gente lontana da Roma eppure contaminata dalle anime dei comunisti che scappano dalle camice nere.

In questo mondo in cui persino il rifacimento della piazza può generare la confusione generale perché non c'è una statua della madonna, dipartono due storie. Quella di due amici, che partono insieme per la guerra in Africa. Uno convinto l'altro trasportato. Quello convinto, ha deciso di fare la differenza, l'altro ha ben presente l'ultima volta che non ha salutato il fratello che partiva per la guerra e che non è più tornato e decide di seguire l'amico per non fare più l'errore di "perdere" qualcuno. Sono come Don Chisciotte e Sancho Panza (e non è forse un caso visto che alcune cronache narrano che Cervantes scrisse in Sicilia il suo capolavoro). Dall'altra c'è un'altra storia: un manipolo di fuggitivi che scappano dalla guerra. Insieme agli uomini il capo del gruppo ha al seguito anche suo figlio e anche suo padre. Poi in una scena carambolante e vivida come una serie trasmessa in TV, fuoco, spari e alla fine una grotta dove rifugiarsi e contare i sopravvissuti. Luce. E' il giorno dopo e arriva con l'oro in bocca dopo la scoperta di un luogo dove trovare riparo: appare un po' come un paradiso, a due passi dall'inferno. C'è una nonnina che sembra un moderno Caronte, ovvero non traghetta ma indirizza, e un'oasi di pace capitanata da una giovane volitiva e decisa.

Il bello di questa storia è proprio in questo, parla di cose terribili, la guerra, la morte, la scomparsa dei compagni, la paura. Ma sebbene noi viviamo queste cose singolarmente nella nostra testa come capitali, se fossimo in grado di guardarci da fuori, inseriti in un contesto più grande, con una cultura che l'autore ci tiene bene a spiegare nel secondo capitolo del libro, l'insieme che ci verrebbe restituito di questo quadro credo che sarebbe molto simile a questa storia. Ma ne riparleremo in recensione.
Per oggi sono contenta di non avere solo Angela Cannucciari che legge, ma che ci sia pure suo fratello Giovanni. Insieme hanno creato un duo perfetto per dar vita ai primi due capitoli di questo libro. 
Buon ascolto e buone letture,
Simona Scravaglieri





Questo pezzo è tratto da:

Lo scemo di guerra e l'eroe di cartone
Alberto Maria Tricoli
Edizioni Spartaco, ed. 2018
Collana  "Dissensi"
Prezzo 10,00€

Il calendario di questa settimana di #BlogNotesMaggio per il #MaggioDeiLibri:

Lunedì  Valentina e La Biblioteca di Babele
Martedì Daniela di  Appunti di una lettrice
Mercoledì  Simona, Angela e Giovanni a Letture Sconclusionate
Venerdì mattina con Angela Cannucciari 
Venerdì pomeriggio Simona di Letture Sconclusionate
Sabato sul canale di Selvaggia
Domenica chiudiamo la settimana con Giada di Dada who?


Vi invito a seguire sui social tutti i blog e i canali per rimanere aggiornati e in aggiunta vi segnalo anche il blog di #blognotes libri, il Tè tostato di Laura Ganzetti Maria Di Cuonzo, Andrea di Un antidoto contro la solitudine, Diana di Non riesco a saziarmi di libri, Dada who? Francesca de Gli amabili libri e ultima, ma solo in elenco, Barbara Porretta di Librinvaligia




sabato 5 maggio 2018

Del lettore, del suo innamoramento e della sua sanità mentale, Paola C. Sabatini #BlogNotesMaggio

Fonte: Pinterest



«Or ti piaccia gradir la sua venuta: 
libertà va cercando, ch’è sì cara, 
come sa che per lei vita rifiuta»
(Dante, Divina Commedia, Purgatorio, Canto Primo)


L’epigrafe potrebbe far pensare ad una dissertazione accademica sulla libertà, e invece no, perché non sarà questo il tema per due motivi: il primo è che “un ce la fo’”, il secondo è che è sabato pomeriggio, quindi, bisogna rilassarsi senza soffrire troppo. 
Diciamo che - un po’ per darmi un tono, un po’ per fare la snob -, cito Dante per introdurre un argomento che a me sta molto a cuore: la libertà di amare o di perdersi, leggendo.
Sì, perché se è vero che «ogni volta che un libro viene letto o riletto, qualcosa accade a quel libro», che «ogni lettura è una nuova esperienza» e soprattutto, che «non c’è libro che preesista all’esperienza della sua lettura, al punto tale che è l’avvenimento lettura a fabbricare il libro», come sosteneva uno dei più grandi lettori eruditi del ‘900, Jorge Luis Borges [1], è altrettanto vero che ognuna di queste nuove esperienze è potenzialmente l’inizio di una più o meno travolgente storia d’amore: prima tra libro e lettore, poi, in virtù di un’inevitabile proprietà transitiva, tra lettore e autore (vivo o morto che sia). 

Quando ci si innamora, il mondo diventa un luogo più bello e accogliente, ci sentiamo trasformati e il nostro sguardo sulla realtà circostante cambia.

Per fortuna però, in questo tipo di liaison, le regole le detta il lettore, e ciò che nella vita reale non è concesso, è possibile nel magico e libertario mondo delle nostre letture: la monogamia, la bigamia, la poligamia; l’infedeltà o la devozione; l’abbandono o il “per sempre”, l’amore romantico o intellettuale, la passione insensata e morbosa del tipo “cozza” o l’andirivieni dell’indecisione amorosa. 
Insomma, non esistono divieti né imposizioni ma solo libertà!

Il guaio è che tutta questa libertà, a volte, mette a rischio la sanità mentale del lettore/lettrice (più spesso di quest’ultima che, per lo più, non ama le mezze misure), fino a farlo/a diventare un/a fanatico/a della lettura, quando va bene; se invece va male, in base alle sue scelte di lettura, può diventare: 


a) schizofrenico/a (perché passa da un giallo a un classico, da un romanzo d’amore a un fantasy, da un libro di cucina thailandese a un saggio politico, da un manuale di meccanica di precisione a una raccolta di poesie);
b) bipolare (per cui si spaccia per un lettore impegnato quando è insieme ad amici e parenti, di quelli che mai e poi mai leggerebbero un bestseller ma poi, tra le quattro mura di casa, legge i libri di Liala di sua nonna);
c) ossessivo-compulsivo/a (per cui inizia dieci libri contemporaneamente ogni lunedì, puntando a finirli entro la domenica successiva);
d) masochista (s’impone di finire ogni santo libro che inizia a leggere, costi quel che costi, anche se è brutto, prolisso, scritto male e non gli piace);
e) ansiolitico (se non legge tutti i libri candidati al Premio Strega prima che venga assegnato si sente meno di zero);
e) bulimico/a (s’ingozza di letture per tre mesi di fila e poi per sei non tocca libro);
f) feticista (si porta dietro la copia del suo libro preferito ogni volta che va in viaggio o, peggio ancora, non consente a nessuno di leggere la sua copia de Il Signore degli anelli perché nessun tolkeniano lo permetterebbe mai);
g) voyeurista (legge libri “zozzi” di nascosto e conosce a memoria il kamasutra delle 150 sfumature di grigio, rosso e nero ma non lo ammetterebbe mai);
h) esibizionista (posiziona in bella vista nella libreria del suo salotto l’Ulisse di Joyce o Infinite Jest di D.F.Wallace senza averli mai letti né avere intenzione di farlo mai);
i) depresso (legge solo mattonazzi o classiconi e non si concede mai un Fabio Volo o una Elena Ferrante)

E voi, a quale categoria (rischiate) di appartenere? Personalmente mi colloco in quella dei masochisti visto che, nel corso del mio primo mezzo secolo di vita e con qualche centinaio di libri letti all’attivo, ho abbandonato solo tre libri (Jazz di Toni Morrison, Il mio nome è rosso di Pamuk e Vita e destino di Vassilij Grossman ma conto di riprenderli in mano e finirli prima della fine dei miei giorni), ed un quarto sta rischiando la stessa sorte (ancora non ho deciso ma Il passato di Alan Pauls). 

Ritengo che sia comunque una gran fortuna poter esercitare la libertà di leggere e di scegliere cosa leggere anche se, per dirla con Wallace (sì, perché io Infinite Jest l’ho letto per davvero, insieme alla Scrav che mi ospita), siamo tutti un po’ fanatici, i veri lettori anche più di altri. E allora, sono gli attaccamenti a diventare «una faccenda molto seria» e bisogna scegliere con cautela i propri attaccamenti. Ognuno scelga il suo tempio di fanatismo con grande cura perché quello che si vuol cantare come amore tragico è sicuramente «un attaccamento scelto male».

Buona domenica e buone letture. 
Paola C. Sabatini


[1] “Il fattore Borges” di Alan Pauls, Sur, pagine 73-76


Ecco il calendario con gli eventi passati e a venire per questa settimana per #blognotesmaggio:

Lunedì da Valentina La biblioteca di Babele
Mercoledì mattina Nereia Librangoloacuto
Mercoledì pomeriggio Simona LettureSconclusionate
Giovedì mattina da Erica La leggivendola
Giovedì pomeriggio da Daniela di Appunti di una lettrice
Venerdì alle 10:00 saremo da Angela Cannucciari
Venerdì alle 13:00 da Francesca Gli amabili libri
Venerdì alle 15:00 qui a LettureSconclusionate
Sabato mattina sul canale di Selvaggia
Sabato pomeriggio Paola Sabatini special guest qui a LettureSconclusionate
Domenica mattina da Barbara di Librinvaligia
Domenica pomeriggio da Giada di Dada who?

Vi invito a seguire sui social tutti i blog e i canali per rimanere aggiornati e in aggiunta vi segnalo anche il blog di #blognotes libri, il Tè tostato di Laura Ganzetti Maria Di Cuonzo, Andrea di Un antidoto contro la solitudine e Diana di Non riesco a saziarmi di libri

venerdì 4 maggio 2018

Think outside the Box - #BlogNotesMaggio #LetturaLibertà


Fonte: Pinterest

Sono tre volte, stamattina, che incomincio questo post con tre inizi diversi che virano su argomentazioni altrettanto diverse! Mettiamola così: esprimere la nostra libertà di lettori non è facile come esprimere la nostra libertà di leggere cose differenti. Non è affatto facile perché è più comodo guardare le librerie di catena che ci mettono i titoli di grido o appena usciti proprio all'ingresso, così non devi stare a perdere tempo fra mille milioni di copertine, perché magari è più facile trovare chi li ha letti come te e sopratutto impossessarsi di punti di vista altolocati del critico di turno. Ecco questo spazio, che viene portato avanti dalla sottoscritta, ha virato completamente nelle sue letture dalla grande editoria a quella piccola e media nel giro di poco meno un anno - otto anni fa circa-. Complici un paio di giovani palermitani Marco Mondino e Diana Cimino ai quali non mi dirò mai abbastanza grata di avermi portata in questo rutilante mondo.

Cominciamo con il dire basta alla dicitura "editore indipendente". E' diventato come il Bio o l'Ecobio o altro. Come ha anche detto più volte Calasso,  gli editori sono indipendenti tutti. Tutti gli editori per sopravvivere devono vendere e ognuno di loro fa scelte in base alla propria etica e mission e questo succede dalla notte dei tempi. Quando si parla di questi editori è più corretto dire "appartenenti alla piccola e media editoria". E non è una brutta cosa appartenere  a questa categoria. Checché se ne pensi è un mondo a parte, elitario e un po' snob - perché si pregia di trovare le migliori proposte sul mercato, recenti e meno-, sconosciute ai più. Sono dei veri viaggi, con delle vere indagini, controlli, sedute spiritiche e chi più ne ha più ne metta. Se sei un editore della piccola e media editoria, sei uno che conosce a menadito quel che esce nel tuo comparto di pertinenza, sai quali sono le persone più adatte a maneggiarlo e sai anche fare scelte coraggiose (sono sempre coraggiose visto che hanno una potenza di budget che è decisamente inferiore ai Big) ma sei anche un vero kamikaze perché se trovi quello che davvero ti piace, lo pubblichi eccome e ne rendi partecipe il mondo rapendo e irretendo il lettore ignaro che ti si avvicina in fiera condensando tutto quello che sai in maniera che lui possa alla fine sentire un po' del sacro fuoco che ti arde dentro da quando hai deciso che quel libro doveva essere pubblicato!

Ecco, se a questo punto stai pensando: ma che è diventata editrice? La risposta è no, ma dal 2010 frequentando fiere su fiere, organizzando eventi e parlando fra blogger e vlogger o leggendo e parlando con editori una certa idea me la sono fatta. Ora perché io ti sto scrivendo che non eserciti tutta la tua libertà? Chi sono io per dirtelo? Prendimi come una suggeritrice: di qui è passato Marsullo, poco prima di uscire e incantare l'Italia con i suoi libri e la sua stupenda personalità, come anche Cognetti. Ma non perchè io sia una procacciatrice di famosi, ma perché gli stessi che li pubblicavano prima me ne hanno parlato con favore e con passione in maniera talmente coinvolgente che non ho potuto fare a meno di leggerli. Allora perché esercitare la libertà di leggere piccola e media editoria? Semplice per darsi la possibilità di provare cose nuove, a volte paradossali, interessanti raramente brutte ma che comunque difficilmente ti lasceranno indifferente. Perché sai che c'è? Io sono convinta che è verissimo che un lettore è come un drogato, sempre alla ricerca di quella sensazione che ti regala un libro con cui sei entrata in sintonia e che ti ha conquistato. È una ricerca estenuante molto spesso ma con la piccola e media editoria è ardua perché la scelta di cose nuove e interessanti è decisamente grande. Come fare allora?

Intanto frequentare le fiere, fermarsi davanti agli stand e invece di farsi consigliare l'ultimo uscito, fate come me, chiedete il libro che hanno deciso di pubblicare e che sapevano che sarebbe stato complicato da diffondere ma era talmente bello da non poter essere ignorato. Funziona sempre. Prima vi guarderanno come dei matti, poi metteranno giù il libro che vi stavano porgendo e cominceranno a guardare il loro libri esposti come foste voi nel dubbio di quale libro fare fuori per sempre dalla vostra libreria dei libri letti e amati. Alla fine tireranno fuori "il titolo". È un modo per scoprire di che pasta è fatto l'editore di turno. Così da questo blog sono passati un sacco di capolavori.

Poi c'è la regola che io chiamo de "Il genio nello scantinato" che è un libro bellissimo e appagante di Adelphi. È un libro che non ha avuto il successo meritato perché quando la gente legge la sinossi scappa a gambe levate. Se invece lo leggono senza guardarla e senza scorrere in precedenza le pagine, se ne innamorano. "Il genio nello scantinato" è una fortunata biografia scritta da Alexander Masters su Simon un genio matematico, con qualche tratto di autismo in alcuni atteggiamenti. Simon Norton è un uomo particolare che continua ad operare nella sua ricerca sulla simmetria in modi non convenzionali e Master spiega questa cosa in maniera così divertente e chiara che mai nessuno si è lamentato di non aver capito. Quindi ogni tanto datevi l'opportunità di essere stupiti; non vi fissate con la sinossi ma fidatevi dell'istinto e buttatevi fuori dalla comfort-zone.

Non fidatevi subito di chi si dichiara piccolo o medio editore ma verificate prima. Ci sono un sacco di case editrici a pagamento che si spacciano per editori tradizionali. Ecco, ognuno è libero di leggere quel che gli pare, ma deve essere preventivamente informato. Se spendo 20 euro per un libro: editato, corretto magari tradotto da un professionista è un po' diverso dal fai-da-te allo stesso prezzo con svarioni di ogni genere. Perché gli autori paganti di oggi, non sono quelli dei tempi di Vittorini: pago dunque pretendo. Se sono uno che ha pagato per la pubblicazione sono io che decido quanto e cosa devo pagare e se mi sento Petrarca nessuno metterà mai le mani sulla mia ode! Non sarò io a contestare certi punti di vista, ma fatto sta che se poi vai da loro, nessuno ti dirà o scriverà in chiaro che chiedono contributi agli autori, quindi la cosa così limpida non è, o no? L'editore tradizionale non è mai a buon mercato, loro hanno i loro problemi e noi dobbiamo fare la quadra con i nostri stipendi. Ma rimane il fatto che conosce a menadito il suo catalogo ed è anche in grado di darti informazioni fin dalla prima pubblicazione.

Non vi fissate che dovete sapere tutto di tutti gli editori aprioristicamente. Adottatene uno, due, o cinque per fiera e datevi un anno per leggere qualcosa di loro. Iscrivetevi alle newsletter, la vostra posta elettronica sarà intasata ma loro saranno ben felici di informarvi di tutto quello che stanno per pubblicare, degli eventi e, perché no, anche anche dei premi. Ricordatevi di chiedere delucidazioni sulle pagine fan o sull'account dell'editore, ed eventualmente di coinvolgere anche l'autore. L'autore? Ebbene sì, tranne il solito stolto snob che si sente Dio solo perché ha pubblicato, la maggior parte degli autori di questo comparto sono felicissimi di incontrare lettori curiosi che li hanno letti. Chiedete, curiosate, parlate loro e scoprirete mondi che tanti eventi seguiti da sotto il palco non vi sembreranno più così unici. Il microcosmo della piccola e media editoria è come un corpo umano. Ogni editore ha un suo ruolo nella compagine dell'offerta nazionale e un suo scopo anche quando sembrano occuparsi degli stessi rami di genere o di provenienza delle opere, ognuno sceglie in base ad un gusto che è unico nel suo genere ed è principalmente per questo che non si possono riunire sotto un'unica egida tipo "l'indipendente". Tutti i microcosmi si nutrono di una linfa vitale che è il continuo scambio di visioni tra lettori e autori e tutti insieme, linfa e organi costituiscono l'anima di un comparto che è il laboratorio delle future promesse della grande editoria.

Se siete lettori che vogliono fare la differenza, per loro e per la cultura che verrà domani di moda distribuita in mainstream su tutti i canali, non dovete negarvi questa opportunità proprio perché siete parte integrante della filiera e del pensiero che la muove e che la foraggia. In un mondo in cui si pensa di fare la differenza indignandosi e dicendo il proprio parere anche non su basi certe, la piccola e media editoria diventa un luogo dove non serve avere per forza un'idea, ma come in una mostra d'arte contemporanea le opere non sono sempre nascoste dietro una teca di plexiglass ma si possono usare, toccare e vedere in moto cosa che, da nessun'altra parte vi succederà, ve lo assicuro.

Ok, ma dopo tutto questo discorso da dove iniziare? Potrei scrivere per mesi, visto che in questo spazio ce ne sono tanti. Quindi iniziate a non andare sempre nelle librerie di catena ma anche in quelle - che ahimé... il morbo dell'indipendente a tutti i costi ha toccato anche loro...- piccole. non vi fermate all'ingresso ma andate agli scaffali più lontani. Prendere in mano il libro del primo editore che non conoscete, fate una rapida ricerca su internet o chiedete al libraio e, se vi convince, portatelo a casa. Farlo è più facile che dirlo! E ricordatevi di tornare in quella libreria, per far sapere al libraio che ne pensate di quello che avete letto; lo so che spesso sembra che al libraio non freghi poi molto di quel che pensate, ma sappiate che i librai funzionano come l'algoritmo di Amazon, dopo un po' imparano a riconoscerti e a ricordarsi dei libri che non ti sono piaciuti che, ti assicuro non è mica male.

Detto questo fai di "Think outside the box" la tua nuova libertà di leggere.
Per questo post nessuna casa editrice è stata maltrattata e io manco sono pagata, ma credo fortemente ad ogni cosa che ho detto e che continuo a dire anche dal vivo in fiera e nei vari eventi in cui mi sono trovata coinvolta.
Fate la differenza! Buone letture,
Simona Scravaglieri

Qui il calendario degli eventi della settimana per #letturalibertà di #BlogNotesMaggio per il #MaggioDeiLibri:

Lunedì da Valentina La biblioteca di Babele
Mercoledì mattina Nereia Librangoloacuto
Mercoledì pomeriggio Simona LettureSconclusionate
Giovedì mattina da Erica La leggivendola
Giovedì pomeriggio da Daniela di Appunti di una lettrice
Venerdì alle 10:00 saremo da Angela Cannucciari
Venerdì alle 13:00 da Francesca Gli amabili libri
Venerdì alle 15:00 qui a LettureSconclusionate
Sabato mattina sul canale di Selvaggia
Sabato pomeriggio Paola Sabatini special guest qui a LettureSconclusionate
Domenica mattina da Barbara di Librinvaligia
Domenica pomeriggio da Giada di Dada who?

Vi invito a seguire sui social tutti i blog e i canali per rimanere aggiornati e in aggiunta vi segnalo anche il blog di #blognotes libri, il Tè tostato di Laura Ganzetti Maria Di Cuonzo, Andrea di Un antidoto contro la solitudine e Diana di Non riesco a saziarmi di libri

Fonte: Pinterest


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