venerdì 9 ottobre 2015

"Eureka Street", Robert McLiam Wilson - All'alba del cambiamento...


Fonte: Matteo Rinaldi

Ogni tanto mi piace pensare che ci sia una "divina provvidenza" che ti fa capitare in mano un libro che hai tralasciato, volutamente o solo per distrazione, al momento giusto. Una provvidenza come quella che era raccontata da Gian Carlo Ferretti in "Siamo spiacenti"; nello scorrere i rifiuti editoriali che si sono succeduti dal dopoguerra in poi, spulciando fra la corrispondenza degli editori e di alcuni scrittori, Ferretti diceva che la Provvidenza era quell'entità che faceva sì che i bei libri, quelli che avrebbero fatto la storia della letteratura italiana, nonostante i rifiuti avrebbero comunque trovato alla fine un editore e sarebbero stati apprezzati da milioni di lettori. La divina provvidenza che ipotizzo io non è così grandiosa ma sicuramente, in questo caso, mi ha permesso di recuperare un libro che avevo tralasciato e che invece vale veramente la pena di leggere.

In questo caso siamo a Belfast e siamo alla fine dei The Troubles ovvero del conflitto nordirlandese che si è svolto fra la fine degli anni sessanta e la fine del 1900. Il periodo storico è ben presente, per ovvi motivi, nella trama ma non è un argomento sul quale l'autore si soffermi; la resa è invece un indotto dalla trama e dai personaggi che man mano si muovono fra Irlanda e America. Chuckie e Jack sono i rappresentanti ideali delle due fazioni in contrapposizione, il primo è protestante e il secondo è cattolico, sono i figli ideali di questo mondo che è naturalmente spaccato in due, fra chi vuole andare e chi vuole rimanere, e sono l'anticipazione di ciò che avrebbe evitato il conflitto ovvero sono amici. Jack è orfano e adottato, ha studiato e nonostante la laurea conseguita in Inghilterra al suo rientro, in una città povera anche a causa del conflitto che vive, si ritrova a fare il recupero oggetti non pagati. Chuckie, disoccupato e con poca istruzione, sogna una vita diversa e migliore che pensa sia data dai soldi. Il primo è appena stato lasciato dalla sua ragazza storica che, stanca dei continui  attacchi decide di ritornare in Inghilterra, l'altro cerca l'amore della sua vita che deve essere diversa da quella avuta dalla madre. Il libro si apre in un punto di svolta, Jack lascia il lavoro che tanto lo fa star male e Chuckie inventa il suo sistema per accumulare soldi. Due vite parallele che potrebbero separarli, come avviene per il conflitto, ma invece li rende più uniti e forti in virtù di un'amicizia che li rende l'uno in confidente e il riferimento dell'altro. 

Contrapposizioni che però non sono così evidenti quando si legge perché, se lo fossero, probabilmente il libro risulterebbe difficile da leggere. Invece alla vita di Jack completamente in linea con un mondo che vive una profonda crisi da anni si contrappone la fantasiosa e quasi assurda ascesa "sociale ed economica" di Chuckie che in questo contesto sembra quasi una favola. Si legge anche una certa leggera polemica nei confronti di un mondo che non conosce gli irlandesi e tantomeno l'Irlanda e la sua storia e che è preparata solo ad aspettarsi prati verdi e boschi popolati di folletti. L'Irlanda è anche questo ma non solo. E infatti ai tradizionali ritrovi nel pub e alle birre mandate giù una dopo l'altra, si contrappongono storie di amori talmente forti da mettere un uomo in condizione di indebitarsi per permettere alla moglie malata di stare bene in un letto attrezzato come quello degli ospedali a casa, alla povertà isolata di eureka Street si contrappone il quartiere borghese dove Jack risiede e la solitudine regna sovrana. Ma la vita è solo per i temerari che hanno voglia di viverla. Si può cambiare anche non vincendo alla lotteria, basta potersi guardare allo specchio senza doversi condannare perché per lavoro hai fatto ciò che non condividi. Il cambiamento si nutre dell'appoggio degli amici e anche dello sguardo amorevole o dell'affetto di una donna che ti rende più forte di quel che credevi di essere.

E all'improvviso ti accorgi di essere cresciuto; la differenza fra il giovane e l'adulto è che il giovane è un idealista guarda in grande nei sogni ma non sa come raggiungerli e l'adulto li ridimensiona e cerca la strada più chiara per raggiungere obiettivi personali. Il mondo non cambierà d'un botto come pensavamo da giovani, ma se sommiamo tutti i cambiamenti di chi ha avuto il coraggio di farli, ci accorgeremo che anche il mondo stesso è cambiato. Ma non si cresce di botto e nemmeno ci si accorge di stare cambiando, bensì te ne rendi conto a cose fatte, quando ti guardi indietro e ti rendi conto di quanta strada hai fatto. Stessa cosa avviene più in grande: Belfast è divisa in due fazioni di cui fondamentalmente ognuno difende la propria. Ma di fronte al disastro di una strage tutti quelli che sono i proclami assumono il loro significato reale: sono parole senza senso che uccidono persone, sono azioni dimostrative fatte perché non si è ottenuto quello che si voleva. Poco importa se tra quei morti ci sono gli stessi uomini, donne e bambini per i quali vengono fatte le richieste. L'orrore rimane identico da qualsiasi lato della barricata lo si guardi, perché in quelle vite spezzate non ci sarà mai un motivo così grande da poter giustificare tale atto che toglie loro l'opportunità di un futuro. In questo l'autore riesce perfettamente a identificare il senso di sgomento e di inutilità che dovrebbe pervaderci sempre i queste occasioni.

E', a suo modo, un romanzo concreto e che non ha mezzi termini, non si limita a raccontare una storia, ma a ridimensionare le ragioni che hanno ucciso più di tremila persone in 30 anni di scontri. E non si limita solo a quello, l'inutilità delle manifestazioni di facciata, i personaggi che si schierano con questo e quel pensiero politico, l'establishment culturale alla deriva sono tutti sintomi di una società che, con anni di conflitti interni, ha perso la ragione da cui hanno avuto inizio e la propria identità. Ma, nonostante si possa pensare che sia un romanzo pessimista, Wilson da la sua visione per evitare che in futuro si possa ripetere e sta nel rapporto dei protagonisti. Non è tanto la tolleranza che ci salverà ma l'amicizia e la stima reciproca nonché il rispetto. Perché la tolleranza è in fondo un atto di superiorità mentre l'amicizia e il rispetto impongono che chi li prova si metta sullo stesso piano dell'altro.
Visione con la quale sono sicuramente d'accordo e cedo che sia per questo che ho trovato veramente bello e avvincente questo libro. L'amico non è solo quello che cerca di capirti ma anche quello che ti porge la mano quando hai bisogno di rialzarti o semplicemente di aiuto. Può non capire fino in fondo i motivi per cui fai una scelta oppure un'altra, ma più in là gli sarà più chiaro solo se saprà starti vicino. E per me è veramente un bel messaggio.

Che sia la divina provvidenza, sotto forma di Gruppo di lettura - cui mio malgrado alla fine non sono potuta andare alla fine -, o che sia solo questione di fortuna non saprei, ma l'ho letto in meno di tre giorni - avevo una sequela libri aperti in contemporanea, come al mio solito, ma dopo averlo chiuso mi è mancato un po'. Sicuramente leggerò anche "Il dolore di Manfred", uscito nel 2004 sempre di Fazi Editore in attesa che esca il nuovo e annunciato libro di Wilson.
So di essere ripetitiva ma anche questo è un titolo straconsigliato!
Buone letture,
Simona Scravaglieri



Eureka Street
Robert McLiam Wilson
Fazi Editore, ed. 2009
Traduttore Lucia Olivieri
Collana "Tascabili"

Prezzo 12,00€


Fonte: LettureSconclusionate


9 commenti:

  1. Questo libro è da tanto che vorrei leggerlo, rimando sempre.
    Paola C. Sabatini

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    1. E' un libro da non perdere, e meno male che ci sono i gruppi di lettura, altrimenti non l'avrei mai letto! :D
      Buona giornata Paola!

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  2. Bellissimo commento Simona!
    Libro segnato immediatamente nella lista dei to-read (manca solo il tempo per leggerli tutti, mentre la lista si allunga sempre più!).

    E (P.S.) mi segno anche il libro di Ferretti!

    Grazie dei consigli! ^^

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    Risposte
    1. Guarda è stata proprio una congiuntura astrale felice. Di "Eureka Street" avevo sentito parlare parecchio e da persone diverse, appartiene a quella categoria di libri contemporanei da leggere perché sono definiti "classici" già prima i arrivare sugli scaffali italiani. È anche vero che, la letteratura irlandese, non è proprio così diffusa in Italia e come dice anche nel libro Wilson sappiamo poco dei vari periodi bui attraversati dagli irlandesi. Quindi di solito uno si avvicina con i piedi di piombo a queste cose, con la paura di non capire a cosa fa riferimento. Invece, in questo caso, storia narrata e Storia passata si fondono bene e l'autore trova il modo di non farti sentire una capra ma di spiegarti non solo quello che è successo per sommi capi ma anche quale è il sentimento comune rispetto a queste battaglie. Veramente bello davvero e si legge anche molto agevolmente, che non guasta!
      Grazie a te!
      Buona giornata,
      Simona

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    2. Quello di Ferretti è un gran bel saggio... ho sghignazzato dalla prima all'ultima pagina e in più è tutto ben documentato. :)

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    3. Sono davvero molto curiosa! ^^
      Ti dirò, infatti, che la mia "conoscenza" della letteratura irlandese è davvero molto scarsa!
      Spero di poterli cominciare a leggere il prima possibile! Ti farò sapere!
      Buona giornata!

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    4. e tanto dove scappi... ti leggo!! :DD

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    5. Ahahaha!!! XD
      (E mi sconvolgi pure con la cosa dei dinosauri!! Brrrrrr…)
      <3

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