domenica 30 marzo 2014

L'ha detto... Edward Estlin Cummings

Fonte: Pinterest


L'uguaglianza è ciò che non esiste tra eguali. 
 Edward Estlin Cummings



venerdì 28 marzo 2014

"Nemici di penna", Giulio Passerini - Insultare o non insultare? questo è il dilemma...


Fonte: Anima di carta

Diceva Liang ne "La nobile arte dell'insulto" che bisogna saper valutare quando insultare perché la situazione in cui potremmo trovarci potrebbe ritorcersi contro e decretare la nostra sconfitta agli occhi degli altri. Infatti, qualora l'insultato sia, nel momento dello scontro, dichiaratamente in una condizione di difficoltà la nostra vendetta potrebbe sembrare una prevaricazione.  Una sorta di "non uccidere chi è già mezzo morto perché potresti essere preso per aguzzino e non per vittima". Insomma ,insultare diventa "nobile" quando si hanno delle reali motivazioni - ma che siano visibili qualora la risposta arrivi davanti a terzi - perché l'insulto, fatto gratuitamente, può scadere nella volgarità.
C'è poi il caso in cui l'insulto, l'accusa o peggio la condanna, potrebbe essere gratuita, ma, essendo vestita, imbellettata e tutta compunta, e assumere forme del tutto inaspettate forse anche per Liang - ricordate che il testo de "La nobile arte dell'insulto è del 1933!-. E' il caso del libro di Giulio Passerini che riporta anche lui, nell'introduzione un pensiero al libro di Lian Shiqiu.

Esco da una pessima giornata in cui mi sono detta che dovrei portarmi più spesso dietro il saggio sul nobile insulto e, oggi, mi sarebbe anche piaciuto avere la verve e l'oratoria per mettere al muro, con una semplice frase, chi mi ha fatto arrabbiare. Perché, come dicevano in uno smielato film di anni addietro "C'è posta per te", la cosa che mi fa più arrabbiare e non avere "la cattiveria giusta da dire al momento giusto". Cosa che non avviene, bontà loro e fortuna nostra, per i protagonisti di questo libro che, negli anni, non si sono fatti remore nel dire freddure, condannare o accusare i loro colleghi vivi o anche morti. Si passa dalla gelosia per un presunto corteggiamento alla propria moglie fino all'invidia "della fortunata penna", o anche alla frase detta con leggerezza che costringe, ad esempio, il già famoso Hemingway a chiedere al suo ex superiore d'armata una dichiarazione sul coraggio dimostrato durante la seconda guerra mondiale.

Ma la questione non si ferma solo alla "frase" detta lì per lì ma va ben oltre! Come sottolinea anche l'autore di questo lavoro, c'è una particolarità nel caso in cui l'insultatore o colui che condanna sia uno scrittore: la forma dell'inulto assume tratti più coloriti, ma mai volgari, che toccano tutte le sfumature di un arcobaleno. Si va da Twain che dichiara di non leggere la Auten perchè non ha letto mai conosciuto un libro di questa scrittrice che non fosse noioso - e l'autore e il lettore si domanderanno come fa a sapere che tutti sono noiosi se non li ha letti o altrimenti come può dichiarare di non averla letta se sa che sono tutti noiosi! - fino a Gore Vidal che commenta la morte di Truman Capote definendola come "una buona mossa per la sua carriera". Possono essere affermazioni di cattivo gusto, come quelle del "belligerante"- anche se non sempre, o meglio quasi mai, a buon motivo, Vidal o gratuite come chi se la prende con Shakespeare morto già da tempo, studiato fino allo sfinimento e alla fine marchiato come noioso; ma è un dato di fatto che, quando gli scrittori devono scontrarsi a parole, lo sanno fare molto bene e riuscendo, in piccole battute lapidarie, anche a divertire molto quelli che assistono alla contesa.

Probabilmente, se non fossero stati raccolti, questi straordinari spaccati di umanità dei nostri beniamini li avremmo persi nell'oblio di una società surclassata da troppa informazione ma, per fortuna, abbiamo trovato chi le ha raccolte per noi.

E' scorrevole, ben scritto, intrigante e purtroppo troppo breve per non sentirne la mancanza subito dopo averlo finito.
Speriamo che Passerini ci stupisca nuovamente!

Buone letture,
Simona Scravaglieri

Se ancora non lo avete visto...qui c'è un piccolo assaggio: Nemici di penna

Nemici di penna 
Insulti e litigi dal mondo dei libri 
Editrice Bibliografica, Ed. 2014 
Collana "I libri di WUZ" 
Prezzo 9,90€


Fonte: LettureSconclusionate



mercoledì 26 marzo 2014

[Dal libro che sto leggendo] Dio se la caverà

Fonte: Neo Edizioni


Stavolta non ho scelto di riportarvi la prima pagina di questo libro, bensì sono andata più avanti così da farvi vivere l'attimo di smarrimento "grafico" della prima pagina proprio come l'ho vissuto io. Siamo di fronte ad un esordio, uno dei tre - il precedente era quello di Passerini - di cui vi parlerò in queste settimane. In questo caso si tratta del libro di Alan Poloni uscito sotto l'egida di Neo Edizioni.

Siamo di fronte alla narrativa contemporanea, ovvero un tipo di scrittura che, sebbene sia stilata per comunicare sia una storia che delle considerazioni che vengono fuori dai fatti narrati, si rivela nelle sue motivazioni quasi alla fine del racconto. Quindi lo stimolo del lettore è dato dalla necessità di capire cosa leghi i personaggi trattati in capitoli separati fra loro. E' un lavoro simile al puzzle, dove parola per parola, situazione per situazione, viene ricostruito il quadro generale.

E' un libro a tratti geniale e sopratutto interessante nella sua stesura che si riflette nello stile scelto da Neo Edizioni sempre in prima linea nella ricerca di testi volti a stupire e a creare scompiglio nelle certezze dei lettori più restii alla sperimentazione. Se è l'incipit quello che deve far ricordare il libro al lettore, quello presente in "Dio se la caverà" sarà difficile da dimenticare sicuramente.

Buone letture,
Simona Scravaglieri


Gli avevano detto che la dislessia era diversa di paese in paese. A seconda della lingua, cambiava le sue caratteristiche e la sua incidenza. La logopedista gli aveva spiegato che il problema della dislessia era un problema di deficit nella componente fonologica del linguaggio. Deficit. Che brutta parola. Componente fonologica del linguaggio. Che brutte parole. Cioè che il dislessico non riusciva a stabilire una relazione tra un grafema e un fonema, tra un segno e un suono. Cioè: se gli occhi leggevano il grafema P, il cervello non lo traduceva nel fonema P, ma in un altro suono. Nic doveva ritenersi fortunato rispetto a un inglese, perché in Inghilterra il rapporto tra grafemi e fonemi era di 40 a 1220, mentre in Italia il rapporto era di 25 a 33, nel senso che c’erano 25 simboli per 33 suoni e non 40 per 1220. Solidarietà per i dislessici inglesi! Un giorno, sfogliando una rivista scientifica, Nic aveva scoperto che il cinese associava un significato a ogni simbolo. Per ogni simbolo, non uno o più suoni – come in italiano o in inglese – ma un unico e incontrovertibile significato. In cinese quel deficit non trovava humus perché non era una lingua costruita sul rapporto tra segni e suoni: il cinese aveva una scrittura ideogrammatica, dove un segno non rimandava a un suono, ma direttamente a un significato più complesso. In cinese le parole non erano veicolate dalla decodifica sonora dei segni, ma dall’attivazione mnemonica di modelli visivi. E infatti degli studiosi avevano dimostrato che a restare inattiva nel dislessico inglese e nel dislessico cinese non era la stessa area del cervello: per i cinesi era quella della memoria, per gli inglesi quella della decodifica dei suoni. Nic aveva letto di un ragazzo inglese cresciuto in Cina, quindi bi-madrelingua, che si era rivelato fortemente dislessico quando leggeva in inglese ma che era tra i migliori della classe quando si trattava di leggere in cinese. Il suo cervello era svelto per uno dei due linguaggi, lento per l’altro. Era arrivato il momento di emigrare in Cina. Era vero, avrebbe dovuto imparare alcune migliaia di simboli ma, come dicevano tutti, lui aveva un’ottima memoria. L’importante era mettere una distanza tra sé e quell’insieme di aste e asticelle pendenti, di piccole insenature, di suoni imbizzarriti che gli si accavallavano nella mente… insomma, l’importante era non avere più nulla a che fare con le minuscole cacatine di mosca che in Italia gli avevano complicato la vita. Se lo sentiva: ancora qualche anno e la Cina sarebbe diventata la Terra Promessa dei dislessici di tutto il mondo, ancora qualche anno e da tutto il mondo sarebbero partite frotte di emigranti dislessici dirette verso quel Paese in cui il linguaggio non doveva passare attraverso un fottutissimo alfabeto fonosimbolico! Tra l’altro, la Cina era in pieno sviluppo economico e aveva tutte le carte in regola per diventare la nuova America.

Questo pezzo è tratto da:

Dio se la caverà
Alan Poloni
Neo Edizioni, ED. 2014
Collana "Dry"
Prezzo 15,00€

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domenica 23 marzo 2014

L'ha detto...Judi Dench

Fonte: Pinterest


Penso che si debba prendere il proprio lavoro molto seriamente, senza prendere seriamente se stessi. Questa è la combinazione migliore. 

 Judi Dench

mercoledì 19 marzo 2014

[Dal libro che sto leggendo] Country Girl


Fonte: The Guardian


Quella di oggi è la prima pagina dell'autobiografia di Edna O'Brien, donna che ha avuto il coraggio, di contrastare il proprio distino prescritto dalle convenzioni diventando non solo scrittrice, come desiderava, ma anche madre, donna con un'intensa vita mondana ben inserita nel jet set culturale che va dalla metà nel '900 fin quasi ai giorni d'oggi. Irlandese di nascita, nasce in un periodo un po' buio, quello dell'ortodossia cristiana portata all'ennesima potenza foraggiata e sostenuta dalla chiesa di Roma. A far da contrasto di sono i periodi bui seguiti alle inchieste sui maltrattamenti e le ipotesi di pedofilia della chiesa cristiana irlandese e i successivi attacchi avvenuti fra le due fazioni religiose: cristiani e protestanti.

Questo è quel che fa da sfondo a questo viaggio nel tempo e nei ricordi di una donna che si sente dare del "disco rotto". Una definizione infelice di una infermiera con poco tatto ma che costringe l'autrice a guardarsi indietro per vedere quello che ha costruito e il prezzo pagato per erigere quello che è il tempio di ognuno di noi ovvero la somma delle nostre esperienze personali. Parlano di noi e di quello che siamo oggi. Ogni scelta delinea un nostro modo di essere e ci rappresenta anche quelle che noi pensiamo essere sbagliate, perché evidenziano dei nostri punti di debolezza.

Sicuramente un lavoro da leggere a da conoscere perchè riguarda una scrittrice rappresentativa della cultura irlandese del '900.
Buone letture,
Simona Scravaglieri

Prologo 
Ero alla National Healt Clinic, a Londra, e una ragazza affabile, con un voluminoso cespuglio di capelli castani e un accento straniero, mi aveva sottoposta ad un test per la sordità. "La sua salute è buona, nel complesso, ma per quanto riguarda l'udito lei è un pianoforte rotto". Mi fissò per vedere se quelle parole avessero sortito il previsto effetto allarmante e poi snocciolò tutti i possibili acciacchi della vecchiaia. Alla fine, annotò su un foglietto il giorno della settimana in cui sarei potuta passare a ritirare l'apparecchio acustico, cosa che diligentemente feci, anche se quell'aggeggio non riuscii mai a farmelo amico. Rotolava dentro la cavità dell'orecchio come un piccolo cuscinetto a sfera e recuperarlo era piuttosto laborioso. Sta di fatto che adesso l'apparecchio si trova dentro la busta marrone in cui mi è stato consegnato.
A casa mi aspettava il giardino: la seconda fioritura delle rose, slavate e un po' malconce, ma pur sempre belle, e le tre piante di fico, ma con le foglie aggrovigliate che erano tutto un fremito per via degli uccelli che vi sfrecciavano dentro e fuori, inseguendosi l'uno con l'altro tra il corteggiamento amoroso e la guerra.
"un pianoforte rotto" mi ronzava di continuo nelle orecchie, nelle sue varie accezioni, e malgrado ciò mi fece pensare ai tanti doni della vita: aver conosciutogli opposti di gioia e dolore, amori incrociati e amori non corrisposti, successo e fallimento, fama e biasimo; aver letto sui giornale che come scrittrice avevo fatto il mio tempo e, se questo non bastasse, che ero una "Molly Bloom in saldo", eppure ciononostante, continuare a scrivere e leggere, essere tanto fortunata da riuscire ad immergermi in quelle due intensità che fanno da contrafforte a tutta la mia vita.


Questo pezzo è tratto da:

Country Girl
Edna O'Brien
Elliot Edizioni, Ed. 2013
Collana "Antidoti"
Prezzo 18,50€
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