domenica 30 ottobre 2011

L'ha detto... Marcel Proust


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Si guarisce da una sofferenza solo a condizione di sperimentarla pienamente.
Marcel Proust


venerdì 28 ottobre 2011

"Un calcio in bocca fa miracoli", Marco Presta -Soggettivo o oggettivo?Questione di penne...

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E' difficile dare un suggerimento per questo libro, perchè per il mio personale gusto non rientra far quelli che per me sono definibili tra quelli che proprio mi sono piaciuti da morire tanto da aver voglia di riaprirli in futuro. E non è che non ne abbia le qualità, anzi è un libro ben scritto e curato (sia nella scrittura, che nell'editing e nell'oggetto libro, quindi vale il prezzo di copertina e, stupite, lo sto dicendo di un libro Einaudi!). Per spiegarmi meglio voglio parlarvi un pò di quel che si tratta.

La trama è piuttosto semplice, il protagonista che è un attempato anziano arzillo, ci fa entrare in un momento particolare della sua vita di pensionato (quelle che noi ci chiediamo come siano ogni volta che rimaniamo a casa dall'ufficio o abbiamo un impegno urgente e rimaniamo incastrati nel traffico!). Vita che non è così calma come ce la sogniamo noi, ma con mille impegni. Amici con sogni quantomeno particolari, contatti, furti di penne ai negozianti, chiacchiere e portinaie che se la fanno con il barista invece di dare la giusta attenzione a chi, secondo il suo stesso insindacabile parere, potrebbe dar loro l'adeguata attenzione che sarebbe dovuta. Se poi ci aggiungiamo, una ex moglie che se n'e' andata sbattendo la porta perché siamo sempre stati assenti, convinti che bastava un sì per essere a posto tutta la vita, e una figlia perfetta che comincia a ripensare le basi del proprio matrimonio...abbiamo finalmente un quadro completo. 

Non mi metterò a raccontarvelo tutto, perché è una storia che comunque merita di essere letta. Ma, la sostanza, sta nel fatto che il personaggio principale, che narra in prima persona le vicende, è lo scorbutico della situazione; uno di quelli cui non sta bene quasi nulla e il suo motto è molto vicino al "vivi e lascia vivere" e, secondo me, ci aggiungerebbe anche un "E se hai problemi non chiamare me!".
Ebbene fra una battuta di spirito fatta ad Armando, l'amico dai buoni sentimenti, e la riscoperta del ruolo di padre si snoda una storia che viaggia sul sottile confine che sta tra la parodia e la favola. Il tutto narrato con spirito e umorismo non eccessivi e nemmeno che trascendano nel volgare, cosa alquanto rara oggi. 

Ora se la domanda che sale è "Ma perché mai non le è piaciuto?" la risposta è alquanto semplice. Perché è solo una storia, perché anche nella rappresentazione sarcastica del nostro mondo ho visto una morale fine alla storia e non costruita per un lettore. E quindi, il giudizio che posso dare di questo libro è "oggettivamente" pari a:
 "Una bellissima storia da leggere, con tratti parodici esilaranti e molto realistici che la rendono una storia di intrattenimento scritta in maniera scorrevole e incisiva";
e "personalmente" e invece:
"Una bella storia, fine a se stessa - nel senso di nata per intrattenere e così congegnata fino alla fine- per la quale ti puoi anche ritrovare commossa per il finale, ma che non va oltre la chiusura del libro stesso. Ovvero nel momento in cui lo chiudi, è come se salutassi per sempre quei personaggi che sono creati solo per rimanere nei confini del testo".

Ora, se fossi io a leggere questa mia recensione, prenderei in considerazione il giudizio oggettivo del libro e non quello soggettivo. Nel mio caso sto scrivendo a chi passerà e lo leggerà e, visto che questo blog narra delle mie impressioni, ho trovato giusto inserire anche quello che io, come lettrice, ne penso "soggettivamente", che, appunto per la sua naturale limitazione ai gusti del "soggetto medesimo" non è detto che sia di uguale resa per tutti.
Qualora lo abbiate letto o vi stiate accingendo a farlo e laddove abbiate voglia di dirmi la vostra, sono comunque a disposizione, visto che come al solito la zona comment sotto i miei post è aperta.
Ci tengo a ribadire che nonostante il libro non sia lunghissimo, per qualità del lavoro, di editing e di cura di impaginazione il suo prezzo è commisurato a quello che si compra. Quindi, nel caso in cui non siate come me in sciopero contro la legge sui libri (quelli che leggete in questo periodo sono relativi ad acquisti fatti fino al 30 di agosto!), è un libro su cui investire o comunque da conoscere.
Buone letture a tutti,
Simona


Un calcio in bocca fa miracoli
Marco Presta
Einaudi Editore, ed 2011
Collana "I coralli"
Prezzo 16, 50€



mercoledì 26 ottobre 2011

[Dal libro che sto leggendo] Un calcio in bocca fa miracoli

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Questo libro mi è stato consigliato dalla fatina delle letture, il problema è che è molto divertente e pieno zeppo di cose che, seppur non sia vecchietta, già oggi noto anche io. E' un problema perché l'ho trovato un pochino come se mi si volesse comprare con delle cose che si sa già che sono condivisibili a monte.
Però è un libro che scorre abbastanza bene e se non volete fare una lettura impegnata o siete vena di ridere o anche di vedere una piccola storia d'amore crescere, questo libro è sicuramente quel che fa per voi.
Ho scelto questo pezzo perché anche io cercavo il silenzio uscendo dalla città...e ancora oggi lo sto cercando...prima o poi lo troverò...speriamo! ;)
In fondo a questo pezzo trovati i riferimenti del libro.
Buone letture a tutti!
Simona

Il silenzio è la cosa più straordinaria che esista in natura, lo si può interpretare in maniera filosofica e artistica ma alla fine è costituito semplicemente dall'assenza di rompicoglioni nelle vicinanze.
Una condizione molto rara e dura quanto l'esistenza di una farfalla cavolaia, destinata a crepare al passaggio della prima utilitaria.
Una trentina di anni fa, mi è capitato di lavorare nella villa circondata da un parco di un ricco vero, uno che aveva tutti requisiti per appartenere alla categoria, comprese che un paio d'inchieste giudiziarie a carico.
Intorno non si sentiva nulla, il mondo era stato colto da un mutismo improvviso e assoluto. Niente televisioni accese, né latrati di cani o grida di bambini.
Mi sentivo disorientato, speravo di udire un rumore di un trapano, un trattore, un corteo di metalmeccanici, un aereo in decollo, la carica di un reggimento di ussari.
C'era nell'aria qualcosa di inverosimile per uno come me, abituato a sentire lo sciacquone dei vicini attraverso il muro del soggiorno.
Mi accorsi che il ritmo della mia respirazione era cambiato, più lento, i muscoli più erano rilassati, la mente vuota e serena.
Cominciavo ad accettare l'idea che il Creato potesse interrompere il suo immenso karaoke e lasciarmi in pace, in quell'angolo di mondo.
Tornò il padrone di casa e, con una voce che sembrava un colpo di mortaio, disse che per prima cosa dovevo riparare il gazebo.
Avrei voluto dirgli: "Zitto, imbecille, goditi il nulla"
Naturalmente non lo feci.
Il sislenzio se n'era andato via e non l'ho più incontrato, così perentorio.
Quello che i ricchi possono comprare davvero con i loro miliardi, e a differenza nostra, è proprio il silenzio.
Non so perchè ho parlato di questo." 

Il libro da cui è tratto è:

Un calcio in bocca fa miracoli
Marco Presta
Einaudi Editore, ed. 2011
Collana "I Coralli"
Prezzo 16,30€

domenica 23 ottobre 2011

Quando ancora c'erano gli Editori seri...Feltrinelli, Eco, Mondadori, Garzanti e altri in un'inchiesta di Silori ...

Un lavoro abbastanza datato...le inchieste di una volta, in questo caso di Silori, che ci racconta dei tempi in cui gli Editori, facevano veramente il loro lavoro e il libro era un prodotto realizzato con valore non solo intrinseco ma anche di fattura. Visto che per evolvere a volte bisognerebbe guardarsi dietro, prima di  difendere la "Legge sul prezzo dei libri" proprio avendo presente i tempi in cui il libro era veramente veicolo di cultura.




venerdì 21 ottobre 2011

"Un ragazzo" Nick Hornby - L'accettazione di se stessi...

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Se c'è una cosa difficile è proprio quella di riconoscersi e di accettarsi. Questo perché, in fondo, noi pensiamo di sapere come siamo, ma non ne siamo perfettamente consapevoli. C'è una forte differenza tra vedersi e guardarsi, che passa fra quello che "vediamo" di noi in uno specchio e il "guardare" che è la percezione che ci viene restituita da chi invece ci guarda. Così, spesso e volentieri ci scopriamo molto o poco differenti da quello che ci immaginavamo o che volevamo fortemente essere come se, il rincorrere un archetipo di riferimento rispetto ad un altro, ci garantisse una vita più lunga e il "soggetto" indicatoci dalla percezione degli altri di noi stessi fondamentalmente fosse come un oggetto estraneo. Eppure, come Nick Hornby sembra suggerire, questa accettazione arriva ma solo quando abbiamo la corazza, di cui giornalmente ci copriamo, intaccata o usurata. Nel momento in cui lasciamo entrare nel nostro spazio qualcuno impariamo a conoscerci anche con riluttanza, ma lo facciamo.

Il romanzo, che sinceramente sembra più un racconto lungo, senza per questo sottintendere che sia allungato ma solo che le dinamiche dei vari capitoli sono organizzate in maniera così snella e ritmata da avere le caratteristiche di leggerezza tipica dei racconti lunghi. La differenza fra i due stili di narrazione in età contemporanea è data proprio dal ritmo che nel romanzo spesso non ha bisogno di autoritmarsi, perché è impegnato a incrociare trame ed eventi, quindi ad autocostruirsi fino al punto massimo in cui situazioni e personaggi intervengono per tirare le fila della storia. Nei racconti non c'è questo trastullamento ozioso, ogni capitolo la storia può finire, un personaggio sparire, e quindi si rende necessario far entrare il lettore nelle situazioni, renderle riconoscibili come anche i personaggi. In quest caso diviene difficile anche per il lettore abbandonarli perchè arrivi ad un tale livello di conoscenza che diventano come amici reali.

E così avviene per questo bellissimo libro di Nick Hornby che non ha bisogno di conquistarvi con sotterfugi da quattro soldi, ma vi dimostra che anche la storia più semplice può fare grandi cose solo curando personaggi e intrecci e senza avere particolari effetti speciali. Fiona e Clive sono di Cambridge dove viveva con il loro figlio Marcus. I due divorziano e il figlio segue la madre a Londra.
Ci sarebbero tutti i presupposti per una storia pizzosa, lei è depressa, sfigata, noiosa, vegetariana a modo suo, si veste in maniera improponibile, non ha grossi argomenti e più ci prova e più si deprime e tenta anche il suicidio. Ecco il punto di rottura, la prima corazza intaccata. Nella storia subentra Will, londinese 36enne, single impenitente,figlio di un compositore famoso per una canzoncina di natale dei diritti della quale vive, che ha da poco scoperto che abbordare madri single è più di suo gusto che cercarsi un'altra fidanzata oca. Le madri single di cosa hanno bisogno in fondo? Ascolto, qualche cenno di partecipazione, un sì con la testa o un "mmm", una serata fuori per affrancarsi da questa convivenza con il figlio e basta. Poi partecipa ad una riunione di genitori single, ad un picnic con tra i bambini anche il Marcus citato sopra. E' stato affidato a Fiona proprio alla stessa donna che spera di conquistare, una papera e altre corazze intaccate.
E la cosa sorprendente è che le fila di tutta la storia non sono in mano all'autore, ma bensì al suo personaggio principale Marcus che con la sua presenza, le sue domande e azioni, definisce non solo lo spazio di ogni personaggio ma anche la caratterizzazione dello stesso rendendogli un'identità nuova e portandolo a confrontarsi con questo nuovo "io" che non aveva mai preso in considerazione. 

Cose del genere avvengono tutti i giorni, la storia non è così particolarmente nuova, i personaggi si muovono nella contemporaneità e certi dialoghi surreali potrebbero anche appartenere al vissuto di ognuno di noi. Ci sono realtà nuove che sono state appena assimilate, come le famiglie allargate o i genitori single, c'e' il tema della solitudine e della crescita e il rapporto con se stessi e con gli altri. Hornby, ci ha inconsapevolmente o volutamente inserto tutto, come stesse mescolando i tanti ingredienti di una ricetta all'indiana. E ne ricava una storia estremamente realistica, non sdolcinata e scorrevole concepita con l'intelligenza che permette di non trascurare nessuno e nemmeno le sfumature di un gesto o di uno sguardo. Così quando chiudi il libro un po' ti spiace un po' lasciare la compagni che ti ha accompagnato, ma nonostante la normalità della storia che hai letto, certi sapori rimarranno sopiti e sonnolenti nell'attesa di essere risvegliati.

E' una storia molto carina che si legge in un soffio e io, fossi in voi, non me la lascerei sfuggire se non l'avete già letta,
buone letture a tutti,
Simona


Un Ragazzo
Nick Hornby
Tea Editore, ed. 2010
Collana "Teadue"
Prezzo 8,60€ 



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